Jean Todt cerca di rimediare al contestato accordo sottobanco con la Ferrari rilasciando dichiarazioni criptiche sul team.
Da tutta questa situazione non ne uscirà vincitore nessuno. L’ormai famoso comunicato uscito alla vigilia di quello che doveva essere l’inizio del campionato 2020 riguardante l’impossibilità di definire se il motore della Rossa 2019 fosse davvero dopato, nonché un patto segreto tra la Federazione Internazionale e il team, ha portato gli interessati a comportarsi in modo molto discutibile da quella data.
Da un lato Maranello ha strenuamente fatto muro davanti ad ogni proposta della FIA, mentre dall’altro l’organo federale, tramite i suoi portavoce, non ha mancato occasione per punzecchiare il Cavallino, quasi a voler tranquillizzare tutti che tra le due parti non vi è alcuna amicizia.
L’ultimo caso è quello che ruota attorno al chiacchierato tetto di spesa che la squadra modenese vorrebbe mantenere a 175 milioni di euro per non dover licenziare il personale che si occupa dei settori ricerca e sviluppo dell’azienda, ma che il resto dello schieramento vorrebbe a 145 milioni nel 2021, quindi a scalare fino a 135 milioni dal 2023 in avanti.
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“Spero che tutti sappiano dimostrare il buon senso necessario per permetterci di ottenere il meglio per il Circus in un momento tanto delicato”, ha rilanciato a Sky Sports F1, il Presidente Todt. “Per quanto mi riguarda non ho paura del possibile veto della Ferrari. Apprezzo la loro storia e il contributo dato allo sport, per cui sono altrettanto convinto che anche loro ci daranno una mano”.
Esercitando un po’ di pressione psicologica il manager francese spera dunque che la Scuderia cambi idea e smetta di battersi contro il budget cap.”Il nostro piano per il futuro va nella giusta direzione. Vivendo una fase economica senza precedenti potremo cogliere un’opportunità che altrimenti non ci sarebbe capitata”, ha infine considerato evidenziando il potenziale rivoluzionario derivato dall’emergenza sanitaria che il mondo sta attraversando.
Chiara Rainis
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