Lewis Hamilton risponde a chi imputa le sue vittorie alla competitività della Mercedes e rivela il segreto che si nasconde dietro al suo successo.
Era successo già in epoca McLaren e quando ha iniziato a dominare con le Frecce d’Argento si è ripetuto. Nel corso della lunga cavalcata che lo ha portato a conquistare ben sei titoli iridati Ham ha dovuto convivere con le critiche, i dubbi e le perplessità sul suo conto e sulle sua vere abilità al volante.
Ma, sebbene sia innegabile che il valore delle monoposto da lui guidate abbiano influenzato l’andamento della sua carriera, non sarebbe giusto restringere tanto il campo. Dal 2007 il driver di Stevenage ha dato prova di avere una marcia in più. Capace di fare tesoro degli errori accumulati nelle prime due stagioni, compresa quella del mondiale con l’equipe di Woking, il 35enne ha saputo mischiare nel tempo velocità, intelligenza, malizia e senso della gara senza mai scadere in clamorose scorrettezze.
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Chiamato da Sky F1 a rispondere ai detrattori e a fare un bilancio del recente passato, Lewis ha mostrato una certa lucidità d’analisi. “Si può sempre migliorare”, ha cominciato. “Nel 2019 non siamo riusciti ad aggiudicarci tutti i GP e in alcune aree abbiamo zoppicato. Ciò significa che sarà necessario lavorare su diversi punti”.
“Per quanto mi riguarda cerco sempre di domandarmi come posso implementare le mie prestazioni, ma altresì la comunicazione con il team, i meccanici e i ragazzi in fabbrica”, ha rivelato quello che sarebbe il trucco utilizzato per crescere al di là delle potenzialità della vettura. “Inoltre ogni campionato la tecnica si evolve, così come le gomme, che ad esempio nella scorsa campagna ci hanno fatto soffrire. Dunque in questo caso il mio sforzo sta nell’adattarmi alle novità”.
Chiara Rainis
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