Nella carriera di Livio Suppo ci sono stati molti successi, con la possibilità di lavorare con top rider MotoGP quali Marc Marquez e Casey Stoner.
Livio Suppo conosce molto bene Marc Marquez per aver lavorato con lui nel team Repsol Honda. Il manager italiano dirigeva la squadra e assieme allo spagnolo ha vinto cinque titoli piloti MotoGP.
Il 2014 era il secondo allo del fenomeno di Cervera nella categoria e lo iniziò con dieci vittorie nei primi dieci gran premi. Suppo a Sky Sport MotoGP ha così commentato quel risultato: “Credo che la stagione straordinaria del 2014 di Marc sia anche un riflesso della vittoria del titolo da rookie l’anno precedente. Era arrivato da esordiente nel 2013 e anche complici gli infortuni di Pedrosa e Lorenzo ha vinto al primo anno. È arrivato nel 2014 con una maggiore sicurezza e tranquillità in se stesso e questo lo ha portato a esprimersi a un livello altissimo con le 10 vittorie consecutive nelle prime 10 gare”.
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L’ex team manager Honda in precedenza aveva lavorato anche con Casey Stoner, altro rider di grande talento ma diverso da Marquez: “Caratterialmente – spiega – Marc e Casey sono opposti. Il primo è sempre positivo, sempre contento, riesce sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno. Casey ha un carattere più difficile, è più facile che si arrabbi e che quindi se qualcosa va storto aumenti la negatività. Marc, invece, riesce a trasformare in positivo anche le cose che vanno storte, secondo me è il vantaggio più grosso di Marc, che non a caso ha vinto 6 degli ultimi 7 Mondiali. Riesce sempre ad ottenere il massimo e soprattutto a superare i momenti difficili con facilità, o meglio riesce a farlo. Se poi lo faccia anche facilmente lo sa solo lui… In ogni caso, trasmette sempre positività e questo in uno sport dove la testa dei piloti è così importante è fondamentale”.
L’otto volte campione del mondo ha rinnovato con Honda fino al 2024 e Suppo ritiene che sia stata la mossa giusta da parte della casa di Tokio: “Marc è ancora molto giovane e si fa fatica a pensare a quando avrà un calo e non è un caso che la Honda lo abbia blindato per altri 4 anni, penso che abbiano fatto bene”.
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