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Categories: Formula 1

“Perché Schumacher non vinse con la Mercedes”: lo spiega l’ex tecnico

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Alessandro

La ragione per cui Michael Schumacher non riuscì a portare al successo la Mercedes riguarda le sue scelte di assetto, secondo l’ex progettista John Barnard

Michael Schumacher alla Mercedes (Foto Clive Mason/Getty Images)

Nel corso della sua lunga e impareggiabile carriera, Michael Schumacher è riuscito a portare al successo praticamente ogni squadra per cui ha corso. Se si esclude il fugace esordio con la Jordan, durato un solo Gran Premio, il Kaiser riuscì a condurre al titolo mondiale in più occasioni sia la Benetton che la Ferrari. L’unica eccezione resta la Mercedes, con cui rientrò dal ritiro nella stagione 2010 e rimase per tre anni, non riuscendo ad andare oltre un terzo posto nel Gran Premio d’Europa del 2012, durante il suo ultimo campionato di Formula 1.

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Perché la Freccia d’argento, che nell’epoca pre-turbo ibrida non era certamente la vettura imbattibile che conosciamo oggi, non diede la possibilità a Schumi di esprimere appieno il suo enorme potenziale? Un’ipotesi sui possibili motivi prova ad avanzarla John Barnard, storico progettista della McLaren e della Ferrari, che con Michael lavorò durante la sua prima stagione a Maranello, il 1996.

Barnard punta il dito sull’assetto scelto da Schumacher

“Molto spesso, alla Mercedes, Schumacher era addirittura più lento di Rosberg (suo compagno di squadra, ndr)”, ricorda Barnard al podcast ufficiale della Formula 1, Beyond the Grid. “Io pensavo: ‘Strano, qui c’è qualcosa che non va’. La mia teoria, ma è solo la mia teoria, è che Rosberg è uno dei tanti piloti che amano le macchine ben piantate sul retrotreno e poi trovano un modo per ovviare come possono al sottosterzo. A Michael questo non piaceva e, quando mettevano a punto la macchina per lui, riusciva ad andare più forte di Rosberg, ma in generale no. Credo che il problema fosse il suo approccio. Quando era giovane le sue reazioni erano fenomenali, ma invecchiando non sono sicuro che il sistema funzionasse altrettanto bene”.

Quando gli è stato chiesto quale fosse il miglior pilota con cui ha lavorato, però, Barnard non ha citato immediatamente il nome di Schumacher: “Per me il migliore è stato senza dubbio Alain Prost. Nigel (Mansell, ndr) era veloce ma soprattutto perché aveva due co…oni così. Michael era veloce ma… non mi piaceva il modo in cui metteva a punto la vettura. Per me non era la strada giusta da seguire”.

Michael Schumacher alla Mercedes (Foto Mark Thompson/Getty Images)
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Alessandro

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