Sebastian Vettel gioca di psicologia snobbando Charles Leclerc. La Ferrari si appresta a vivere un’altra stagione da nervi tesi.
Il mondiale 2020 di F1 chissà quando comincerà, ma quanto pare il duello a distanza tra i due galletti nel pollaio di Maranello è già scattato. Se da un lato il Principino monegasco sta facendo incetta di successi e riconoscimenti nelle gare virtuali, dall’altro il tedesco è praticamente sparito dalla scena, tirato in ballo solamente per la questione dell’ipotetico rinnovo in tempi brevi con il Cavallino, che prevederebbe comunque un importante taglio nell’ingaggio.
Nelle scorse ore fatto uscire dalla tana svizzera da Motorsport.com, il #5, consapevole della spada di Damocle che ha sulla testa, ha ribadito il proprio unico interesse verso il successo.
“Ciò che conta è portare il team nella giusta direzione. Cosa che lo scorso anno non è avvenuta dato che abbiamo fatto dei passi indietro rispetto al 2019”, ha sostenuto il quattro volte iridato. “Questa regressione ha un motivo. Adesso starà a noi capirne il perché ed evitare delle repliche”.
“Cinque punti in più o in meno rispetto al mio vicino di box non sono fondamentali. L’obiettivo deve essere riportare la Rossa di nuovo al vertice”, ha aggiunto con una stilettata nei confronti del cosiddetto Predestinato, eletto preferito dai media e prima guida in pectore dal muretto modenese.
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Spesso oggetto di critiche soprattutto quando da Monza 2018 ha iniziato a commettere errori e a dare vita a prestazioni mediocri, Seb ha sostenuto di non temere la gogna orchestrata dalla stampa.
“E’ da sempre così. Se una corsa è andata male, le settimane successive sarà un disastro. Se hai fatto bene allora sei il più grande. Probabilmente questo non capita solo nel nostro sport. Anche se non sono un uomo di finanza dovrebbe funzionare così anche in borsa”, ha ironizzato Vettel.
Chiara Rainis
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