Flavio Briatore racconta i suoi primi 70 anni: “Ayrton Senna cercò di bloccare Michael Schumacher. E la Ferrari era gelosa di Fernando Alonso”
Oltre alla Pasqua, questa domenica coincide anche con il settantesimo compleanno di Flavio Briatore. Un personaggio divisivo, amato da molti appassionati e mal sopportato da altrettanti, ma che nel corso della sua carriera ha indubbiamente segnato in maniera indelebile la storia della Formula 1.
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Il manager piemontese ha vinto titoli mondiali a ripetizione, portando al successo due squadre, la Benetton e la Renault, e due fuoriclasse del volante, Michael Schumacher e Fernando Alonso. “Sono orgoglioso di aver lavorato con i due migliori piloti di Formula 1 della loro generazione”, racconta ai microfoni del sito specializzato F1 Insider. “Pensavo che dopo Michael non avrei potuto più trovare nessuno al suo livello, invece Fernando era almeno altrettanto bravo. Non ha punti deboli nella guida, nemmeno uno”.
Briatore fu il team principal che condusse Schumacher ai vertici dell’automobilismo, strappandolo alla Jordan dopo un solo Gran Premio: “All’epoca dovetti licenziare il mio secondo pilota Roberto Moreno per far spazio a Michael”, ricorda. “E un altro problema me lo creò Ayrton Senna, che era amico di Moreno e voleva bloccare il contratto con Schumacher. Aveva capito che quel ragazzino era molto speciale”.
Quanto ad Alonso, invece, secondo Flavio non fu mai abbastanza apprezzato dalla Ferrari: “Era Fernando che faceva la differenza, non la macchina. Purtroppo Luca di Montezemolo non voleva ammettere che la Ferrari deve tutto a Fernando. Al contrario, la Ferrari era gelosa di lui. Il problema con tutti i piloti alla Ferrari è questo: devi spingere il team, non puoi essere troppo forte rispetto alla macchina. Bisogna trovare un equilibrio”.
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