L’ex team principal pluri-iridato di Benetton e Renault in Formula 1, Flavio Briatore, non si spiega le ragioni del digiuno di Mondiali della Ferrari
Le ragioni del prolungato digiuno di titoli mondiali della Ferrari, che ormai dura da oltre un decennio, rimangono un mistero persino per la maggior parte degli esperti e degli addetti ai lavori della Formula 1.
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Lo afferma Flavio Briatore, storico team principal pluri-iridato con la Benetton prima e la Renault poi, che in un’intervista concessa oggi sulle pagine del Corriere della Sera confessa: “Continuo a non capire come la Ferrari non vinca: ha i finanziamenti, ha la storia, ha meccanici bravissimi, credo che manchi un raccoglitore di tutto”.
I problemi della Rossa di Maranello, stando all’analisi del manager piemontese, risalgono all’inizio dello scorso decennio, quando al volante c’era proprio il suo pupillo Fernando Alonso. Il campione asturiano sfiorò il campionato del mondo con il Cavallino rampante, che poi sfumò per responsabilità dei vertici tecnici e sportivi.
“Ha perso due Mondiali non per colpa sua”, prosegue Briatore. “Il primo, nel 2010, era già vinto ed è stato un errore del muretto. È stata una botta troppo dura, non avevo mai visto Fernando piangere. Sarebbe cambiata la storia della F1, l’anno dopo con una motivazione incredibile avrebbe vinto ancora, Domenicali e Montezemolo sarebbero rimasti. Dopo quell’episodio, nacquero le incomprensioni”.
Nel corso dell’intervista, Flavio ha espresso anche le sue opinioni sulla pandemia di coronavirus che ha colpito tutto il mondo: “In qualche mese la Cina comprerà tutte le migliori aziende italiane. Il virus ci costringerà a cambiare ragionamenti: è necessario precedere il virus, non inseguirlo. Ora dobbiamo cominciare a ragionare col virus, conviverci. Dobbiamo minimizzarne l’impatto perché la nostra vita è cambiata per sempre. Le istituzioni dovrebbero parlare con una voce unica, dalla politica ai dottori, non destabilizzare le persone. Abbiamo fatto molti errori, come far circolare il virus. C’era l’esempio della Cina, ci siamo fatti trovare impreparati”.
Questa sottovalutazione diffusa da parte della politica ha riguardato anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che pure è un amico stretto di Briatore: “Non lo sento da mesi, ma certo anche lui, come noi, come Macron, come Johnson ha sottovalutato la situazione. Penso che sarà rieletto, perché non ha oppositori seri”.
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