Il team principal della Honda, Alberto Puig, risponde indirettamente alle accuse a distanza avanzate da Gigi Dall’Igna e dalla Ducati
La pandemia di coronavirus ha fermato i Gran Premi del Motomondiale, ma non la rivalità tra Honda e Ducati. Che, anzi, continua a distanza, a suon di scambi di veleni e accuse incrociate nelle interviste. Gli ultimi a beccarsi via microfono sono stati Gigi Dall’Igna e Alberto Puig.
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Il direttore generale del reparto corse della Rossa ha scagliato la prima pietra, sostenendo che il rinvio forzato dell’inizio del campionato 2020 di MotoGP avrebbe favorito la rivale giapponese, concedendole più tempo per sviluppare un progetto tecnico che nei test precampionato in Qatar aveva mostrato alcuni limiti. Ma il team principal della Casa alata non ci sta, e gli ha risposto per le rime all’agenzia di stampa spagnola Efe: “Faccio notare che, come sempre, noi siamo stati i primi a consegnare il nostro materiale: esattamente il contrario di quanto hanno sostenuto in molti”.
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Puig rimarca infatti che la sua Honda è stata l’unico costruttore a consegnare il proprio motore per l’omologazione valida per l’intera stagione già prima del Gran Premio del Qatar che è stato poi cancellato. “In che senso il rinvio ci avvantaggerebbe?”, prosegue il boss. “In Qatar, all’ultimo test precampionato, siamo stati gli unici ad omologare lo sviluppo del motore, come la Irta aveva chiesto di fare a tutte le squadre. Siamo stati gli unici, gli altri non lo hanno fatto”.
In ogni caso anche un fermo prolungato delle gare non consentirebbe agli ingegneri nipponici di riprogettare da zero un propulsore completamente nuovo: “La Honda non ha intenzione di modificare nulla, prima di tutto perché un motore non si costruisce in cinque minuti”, sottolinea Puig. “E se la gente pensa che grazie al rinvio del campionato possiamo realizzare un altro motore allora non ha le giuste informazioni e non capisce come funzionano queste cose”.
In chiusura della sua intervista, il team principal passa al contrattacco: “Non c’è molto altro da dire, se non questo: se c’è qualcuno che imbroglia in questo campionato non è la Honda, perché abbiamo già consegnato alla Irta tutto ciò che ci ha chiesto. Questa è l’unica verità dimostrabile, al di là delle interpretazioni assurde che ha dato qualcuno. Abbiamo fatto quello che ci hanno chiesto, e se in futuro, durante il campionato, verranno fuori delle controversie non sarà per via della Honda. Il comunicato della Fim, della Dorna e dell’Irta lo ha già messo in chiaro, no?”.
E, in effetti, la nota diramata la settimana scorsa dagli organizzatori del campionato ha confermato che la Honda è stata l’unica a consegnare fisicamente l’esemplare di motore per l’omologazione, mentre per tutte le altre Case, viste le attuali condizioni, si procederà a distanza, per via telematica.
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