Pecco Bagnaia domenica parteciperà alla gara virtuale di Esports. Al ritorno in pista dovrà conciliare il suo stile di guida con la Ducati Desmosedici.
Pecco Bagnaia parteciperà alla gara virtuale di MotoGP domenica 29 marzo, probabilmente unico italiano ad aderire. In questa fase di quarantena il giovane pilota del team Pramac, che risulta tra i favoriti, proverà a togliersi una piccola soddisfazione, anche se in questo momento l’attenzione va inevitabilmente al difficile momento che stiamo attraversando. “È complicato per tutti in Italia, soprattutto in Lombardia, ma l’unico modo per uscirne è stare a casa”, ha detto a Sky Sport MotoGP.
Prosegue la preparazione fisica in casa, ma difficile tenere alto il morale non sapendo quando si tornerà davvero in pista. “Se partiamo tra due mesi, per dire, e in questo intervallo ti alleni al massimo, arrivi a fine stagione che sei scarico. Bisogna fare mantenimento, seguire una dieta ferrea, mangiando nel miglior modo possibile. Si fanno addominali, flessioni, stretching, ma è difficile avere la stessa motivazione in casa”. Gli manca salire sulla sua Ducati dopo i test invernali, proprio quest’anno che avrebbe avuto a disposizione una moto factory. “Mi manca molto andare in moto – ha detto Pecco Bagnaia -, la sensazione di miglioramento che avevo provato ai test, di ritmo e in generale di prestazione mi manca molto. Penso che mi mancherà per tanto tempo, è questo che temo, ma bisogna adeguarsi”.
Per migliorare ulteriormente le prestazioni dovrà conciliare i suoi punti di forza nello stile di guida con quelli della Ducati. Pecco Bagnaia ha fatto leva in passato sulla percorrenza di curva, ma con la Desmosedici dovrà ambientarsi diversamente. “Io ho sempre corso con un certo stile di guida, prediligendo la percorrenza di curva, e con Ducati questo modo di guidare non paga. Stiamo cercando di conciliare i miei punti di forza con quelli della Ducati, che sono la percorrenza con la staccata e la trazione in uscita dalle curve”.
Per raggiungere il suo scopo ha persino guardato i dati di Jorge Lorenzo. “L’anno scorso lo abbiamo fatto soprattutto per la staccata, per come si è evoluta, perché all’inizio frenava in stile Yamaha, fermandosi meno per arrivare allo stile Ducati, con le grandi staccate. Ultimamente guardo i dati di Dovizioso, Petrucci e Miller”.
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