La Ferrari ha dovuto chiudere la sua fabbrica di Maranello, mentre i team inglesi continuano a lavorare: la Fia pensa di anticipare la sosta forzata
I ferraristi restano a casa, per davvero. Le porte della sede centrale di Maranello sono chiuse fino al 27 marzo, come ha deciso nel weekend scorso l’amministratore delegato Louis Camilleri. Rimangono solo i custodi agli ingressi, gli ingegneri lavorano in remoto organizzando costanti riunioni in videochiamata con il team principal Mattia Binotto e anche i piloti Sebastian Vettel e Charles Leclerc si tengono aggiornati in collegamento.
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La Gazzetta dello Sport stima però nel 65% la percentuale di lavoro che i tecnici della Rossa possono svolgere in smart working. Sono inservibili, naturalmente, la galleria del vento, i banchi prova dei motori e il simulatore. Si può solamente analizzare i dati raccolti prima della chiusura, o implementare nuovi software.
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La situazione è simile a quella che riguarda la Honda, in Giappone, e la Renault, visto che la Francia potrebbe essere presto soggetta a limitazioni simili a quelle scattate dalle nostre parti. Non è così, invece, in Gran Bretagna, dove il premier Boris Johnson ha deciso restrizioni molto meno severe: infatti la maggior parte delle squadre, quelle che hanno sede in Inghilterra, continuano a lavorare praticamente come al solito. Addirittura approfittando dello stop delle gare per portare avanti lo sviluppo delle proprie monoposto.
Una situazione di evidente squilibrio che rischia dunque di svantaggiare alcune squadre a discapito di altre, Ferrari in testa. Per questo motivo proprio il Cavallino rampante, che inizialmente sperava di utilizzare questo periodo per risolvere i problemi emersi sulla SF1000 nei test precampionato, si trova ora invece costretta a chiedere un intervento alla Fia.
E già oggi la Federazione potrebbe annunciare l’anticipo della chiusura obbligatoria di tutte le fabbriche, normalmente prevista ad agosto, per le prossime due o tre settimane. In questo modo tutti i team sarebbero riportati sullo stesso piano, e inoltre si avrebbe il notevole vantaggio di liberare il mese estivo per poter ospitare nuove gare tra quelle oggi rimandate. Si attende a breve la modifica del regolamento sportivo in tal senso.
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