Chi è rimasto a Melbourne, chi è tornato a casa, chi ancora è in quarantena: le reazioni dei piloti di Formula 1 allo stop da coronavirus
I venti piloti di Formula 1 si sono ritrovati inaspettatamente con molto più tempo libero a disposizione, per colpa del rinvio dei primi quattro Gran Premi della stagione 2020 provocato dal coronavirus. A questo punto, il campionato non inizierà almeno fino a maggio, il che significa che le star delle quattro ruote hanno di fronte almeno altri due mesi senza corse. E come occupano questo tempo? Ognuno a modo suo. Lewis Hamilton, ad esempio, è rimasto a Melbourne anche dopo la cancellazione del GP d’Australia, dedicandosi ad attività sportive come l’arrampicata indoor o il surf.
Il campione del mondo in carica ha anche deciso di prendere parte all’iniziativa lanciata sui social network, nell’ambito della quale i vip hanno deciso di spiegare il modo corretto di lavarsi le mani, per diffondere consapevolezza sulle misure precauzionali d’igiene da mettere in campo contro la diffusione della pandemia.
La stessa iniziativa ha visto protagonista anche Romain Grosjean.
Anche Charles Leclerc ha trascorso qualche altro giorno in Australia dedicandosi al mare e alle onde.
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Pierre Gasly, sempre a Melbourne, si è dato invece ai go kart, tanto per non perdere comunque il contatto con i motori.
Altri suoi giovani colleghi, come Max Verstappen e Lando Norris, hanno invece dedicato comunque la domenica alle corse, anche se quelle virtuali, sfidando a distanza gamer professionisti e piloti di tutto il mondo online in streaming.
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Valtteri Bottas è tornato nella sua residenza a Montecarlo, dove ha postato una foto di una sua escursione in campagna insieme alla ciclista professionista australiana Tiffany Cromwell, la sua nuova ragazza.
Il debuttante Nicholas Latifi, che dovrà attendere ancora prima di poter fare il suo esordio in Formula 1, è tornato a casa dove intende dedicarsi all’allenamento, ai videogiochi e a lunghe maratone di serie tv su Netflix.
Peggio è andata a Carlos Sainz, che essendo un membro del team McLaren (l’unica squadra che ha registrato un contagio accertato nel paddock) ha deciso di mettersi in stretta quarantena volontaria per due settimane. “Al momento mi sento benissimo”, ha dichiarato, “ma come sapete questo non significa che non possa essere infetto o che non possa sviluppare i sintomi più avanti. Per il bene di tutti è molto importante essere responsabili e seguire le linee guida degli esperti”.
In un video pubblicato su Twitter, lo spagnolo ha aggiunto: “Sono stati giorni impegnativi per riorganizzare la mia vita. Ovviamente mi annoio un po’, come credo tutti coloro che si trovano in quarantena. Ma allo stesso tempo cerco di fare sport, di tenermi impegnato e di fare quel genere di cose che non riuscirei mai a fare quando viaggio”.
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