La McLaren, unico team di F1 con una positività confermata, è rimasta a Melbourne, le altre squadre sono in quarantena in Europa. Altri contagi in vista?
Tutti in quarantena. Gli addetti ai lavori della Formula 1 tornati in Europa dall’Australia, dove fino a ieri si è tentato di correre il Gran Premio inaugurale della stagione 2020, dovranno osservare due settimane di scrupoloso isolamento.
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“Andarcene da Melbourne in aereo è stato facile, perché i voli sono mezzi vuoti”, ha raccontato il team manager della Racing Point, Andy Stevenson, ai microfoni della rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport. “Ma il nostro team sarà messo in quarantena fino a fine marzo, anche se noi la chiamiamo vacanza speciale: suona meglio”.
Gli fa eco il suo collega della Alfa Romeo: “Il lavoro ripartirà solo il 30 marzo”. La maggior parte delle squadre hanno semplicemente concesso più ferie ai propri dipendenti: “Stiamo anticipando la pausa estiva”, spiega il plenipotenziario della Red Bull, Helmut Marko. “Da Baku in poi ci aspetta una stagione molto intensa. Il lavoro di sviluppo per il 2020 e 2021 continuerà normalmente: la fabbrica non è chiusa”.
La squadra più colpita da questa situazione è però naturalmente la McLaren, quella in cui si è registrato l’unico caso di positività accertata al coronavirus in Formula 1. Mentre il pilota Carlos Sainz, stando a quanto rivela il giornale sportivo spagnolo Marca, trascorrerà la quarantena nella sua casa in Spagna, quindici suoi colleghi del team sono invece rimasti a Melbourne.
Tra di loro, naturalmente, figura anche l’unico contagiato confermato, oltre al team principal Andreas Seidl. “Ho deciso di rimanere qui con loro per solidarietà”, ha confermato il boss tedesco alla Auto Bild. Ma non si può escludere che presto spunteranno anche altri casi di coronavirus all’interno del circus della Formula 1, alcuni dei quali potrebbero non essere stati contratti nel paddock dell’Albert Park.
Uno dei più sospetti è Lewis Hamilton, che solo otto giorni fa (il 6 marzo) è stato fotografato ad un evento in compagnia di Sophie Trudeau, la moglie del primo ministro canadese Justin, alla quale è stato successivamente diagnosticato il famigerato Covid-19. Anche tra i piloti, dunque, si è diffusa una certa preoccupazione.
“Non sono un esperto, ma da quanto ne so alcune persone potrebbero avere il virus senza mostrare sintomi”, ha ammesso qualche giorno fa Sebastian Vettel. Anche per questo motivo, le due settimane di quarantena sono una misura precauzionale inevitabile e sacrosanta. Da questa decisione è nata la necessità di rimandare ufficialmente i Gran Premi previsti in Bahrein e in Vietnam, mentre si attendono ulteriori decisioni riguardo le gare di Barcellona, Zandvoort e Montecarlo.
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